Bottega del Caffè 19 aprile 2008

Tony Pagliuca riparte dal Florian livornese

 

Nel 1979, quando ormai la musica progressiva aveva già esaurito il suo corso, l’idea di Pagliuca di proporre Le Orme non più come gruppo rock, ma come formazione classica, suscitò perplessità non solo nei suoi colleghi, ma anche nel pubblico che li seguiva. Questa volta Tony aveva “guardato” troppo avanti e il suo spirito avanguardistico, sempre orientato verso la ricerca sonora, doveva disperdersi di lì a poco nella banalità dei suoni campionati degli anni Ottanta.

Come spesso accade nella vita (“…perché i fiori appassiscono e le cose belle come loro finiscono?..”), anche i sodalizi artistici si esauriscono e Pagliuca lasciò i compagni per intraprendere la carriera solista. Gli anni si sono susseguiti dando vita a dischi dal sapore new age e collaborazioni importanti come quella con David Jackson (VDDG), finchè il tastierista ritorna alla sua vecchia idea, quella di proporsi in veste di pianista, come ai tempi del Florian.

Noi di Sezionemusica non potevamo lasciarci sfuggire questa occasione, e per l’organizzazione del nostro primo concerto abbiamo pensato proprio a lui. Pagliuca è così tornato a Livorno dopo 35 anni dalla sua ultima esibizione con Le Orme e per lui si sono spalancate le porte della Bottega del Caffè, un grazioso  e caratteristico locale gestito dall’Associazione Lavoratori Comunali con sede nel quartiere storico della vecchia “Venezia”.

Lo spettacolo proposto da Pagliuca, un recital teatrale in cui ampi monologhi si alternano ai brani de Le Orme  suonati con il pianoforte a coda, è risultato subito gradito al numeroso pubblico accorso al concerto.

Con l’ausilio di uno schermo sul quale vengono proiettate delle immagini e delle foto d’epoca, Pagliuca ripercorre la sua carriera artistica fin dall’esordio con Gli Hopopi.. Con la consueta e garbata ironia, senza mai mostrare alcun segno polemico nei confronti degli ex-compagni, rivela aneddoti e simpatiche considerazioni, come quella riguardo al suo provino per entrare nelle Orme che andò decisamente male; alla fine fu però scelto come tastierista esclusivamente perché era l’unico dei tre ad avere la patente.

I vecchi brani de Le Orme, successi che negli anni Settanta risuonavano in tutti i jukebox, vengono rielaborati da Pagliuca in chiave classica e nella nuova veste regalano soprendenti emozioni. Da Collage a Aliante, da La Fabbricante d’angeli a Evasione Totale, il pianista alterna la musica a considerazioni personali sulla società contemporanea e le sue contraddizioni, come quando dedica uno stupendo riadattamento in chiave classica di Canzone d’amore al mondo che lasceremo in eredità ai nostri figli.

Dopo un breve pausa Pagliuca torna sul palco per raccontare le difficoltà di fare musica diversa, in un ambiente discografico ostile alla qualità. Il concerto termina con Era inverno e una bellissima Gioco di bimba. La serata si conclude con la soddisfazione di tutti i presenti ma per noi di Sezionemusica c’è ancora molto tempo prima di andare a dormire. Ci attendono cacciucco, del buon vino, ma soprattutto i racconti di Tony: questa, però  è un’altra storia che non vi racconteremo….

Tino Tozzi

 

                                                                                                       Le prove, il concerto, la cena.....

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        Rassegna stampa

 

   www.tonypagliuca.com

 

 

Tony Pagliuca in Gioco di bimba

 

 

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