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MARILLLION – Somewhere Else

 

Neanche il tempo di uscire nei negozi e già il nuovo cd dei Marillion era pronto sul mio piatto per l’ascolto. Troppa  era la curiosità di verificare se il precedente doppio cd  “Marbles” era stata un episodio sfolgorante fine a se stesso, oppure se il successivo album sarebbe stato la degna continuazione di un ottimo lavoro.

“Marbles”  era stato pubblicato in Italia in versione singola, mentre chi lo aveva acquistato in pre-ordine,  prima della sua uscita ufficiale,  aveva ricevuto una versione doppia veramente pregevole anche sotto l’aspetto estetico.

Il nuovo “Somewhere else” fa definitivamente riprendere quota ad un gruppo, quello dei Marillion, che con l’arrivo del nuovo cantante Steve Hogart aveva conosciuto periodi di alti e bassi perdendo spesso la propria identità fino a toccare il fondo con l’orribile Radiation.

Questo nuovo disco ci restituisce i Marillion in una versione molto soft, veramente piacevole all’ascolto:  la voce alterna passaggi languidi e sentiti ad impennate gioiose  ed intense, mentre la chitarra di Steve Rothery è come sempre molto pulita e precisa,  accompagnata dalle impeccabili tastiere di Mark Kelly.

Prima di “Marbles” ci eravamo abituati ad album così e così, contenenti però sempre almeno un brano eccellente; stavolta le  dieci tracce del cd si susseguono in un’uniformità positiva che coinvolge sempre più man mano che si va avanti con l’ascolto; particolarmente bello il pezzo “Somewhere else” che dà il titolo al cd, un lungo brano cantato con uno straordinario sentimento.

Unico neo è la quarta traccia  “Most toys” inserita forse con l’idea quella di dare un po’ di ritmo ad un disco bello, ma molto posato:  il risultato non è stato brillante, anzi è l’unica nota stonata in un bel contesto:  una traccia molto simile a qualche brano di Radiation, peccato. Ciò non fa però assolutamente  perdere al disco il suo valore.      

Per gli appassionati dei Marillion un disco quindi impedibile dai toni morbidi e melodiosi, molto lontano da vecchi hits roccheggianti come “Hooks in you”,  ma carico di atmosfera e di grande fascino.

Alberto Voglini

 

Somewhere Else:  The other half/See it like a baby/Thank you whoever you are/ Most toys/ somewhere else/A voice from the past/No such thing/The wound/The last century for man/Faith           

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