THE GANG

JUX TAP, SARZANA 30/5/2002

Dopo che i Mollys hanno scaldato l’ambiente salgono sul palco i Gang, la band più militante della penisola, l’attacco è deciso e cadenzato guidato da una batteria possente e precisa, le chitarre secche non prendono il sopravvento, il testo è grande, la canzone è "Via Italia".

Dal loro primo album in italiano "Le Radici e Le Ali" arriva "Socialdemocrazia" dal ritmo clashiano, tirata, veloce, con assoli di chitarra quasi punk e con un bel finale strumentale. Finita la canzone Marino Severini invita sul palco il giovane fisarmonicista dei Tupamaros per suonare insieme a loro "La Corte dei Miracoli". La fisa dà un tocco roots alla canzone mentre la sezione ritmica si mantiene su stilemi rock e la voce di Marino trascina il pubblico.

"Se Mi Guardi Vedi" è una ballata mid tempo di grande spessore cantata da un Marino Severini in grande forma assecondato da una band che gira a mille.

Il brano che segue è uno dei momenti più alti di tutto il concerto: "Bandito Senza Tempo". Un inno. Una delle più belle canzoni italiane. Epica. Meravigliosa. Non ci sono parole per descriverla. Il pubblico la canta tutta in coro dalla prima all’ultima parola. Da brividi.

Dopo un pezzo del genere qualsiasi brano rischia di apparire leggermente sottotono, non così per "Le Radici e Le Ali" , in cui le tastiere fanno da tappeto sonoro e la sezione ritmica sovrasta volutamente le chitarre dei fratelli Severini. A questa il gruppo fa seguire una ballata lenta, elettrica guidata dalla voce che è dedicata ai sette fratelli Cervi, martiri antifascisti: "La Pianura dei Sette Fratelli".

Sandro Severini tira giù un riff strasentito ma di quelli che piacciono tanto a noi che amiamo il rock‘n’roll e Marino comincia cantare "Colpevole di Ghetto" che da tempo non interpretavano più. Le chitarre continuano rabbiosamente a mantenersi su una matrice clashiana mentre basso e batteria costruiscono un vero e proprio muro di suono dando vita così a una tiratissima "Prima della Guerra" che praticamente senza soluzione di continuità sfocia in un ancora più violenta, dura e punk "Il Bandito Trovarelli".

Dopo tanta durezza una ballata cadenzata profumata musicalmente dalle tastiere che suonano come fossero una fisarmonica. Un gran bel brano dedicato ad una delle figure più importanti del nostro tempo: il Comandante Marcos. Il pubblico apprezza visibilmente la canzone che si intitola semplicemente "Comandante". "Hasta siempre, hasta la vista Comandante zapatista".

Da un grande brano all’altro. Tutto ciò sta a dimostrare quanto grande sia la caratura di questo gruppo, non soltanto dal punto di vista del songwriting e degli arrangiamenti, ma anche dell’impatto live che nel corso di una carriera ormai quasi ventennale ha addirittura migliorato. Le tastiere nuovamente in primo piano, le chitarre in grande spolvero, la sezione ritmica granitica, la voca spiegata e "Kowalski" fila via che è un piacere. Un pezzo che ormai è diventato un classico nel repertorio della band. Tutti in piedi ad applaudire e a gridare prima dei bis.

La band si ripresenta sul palcoscenico dopo pochi minuti ed anche chi scrive abbandona la propria postazione e si butta sotto il palco. "Sesto San Giovanni" è una grande ballata operaia moderna, mentre "Paz" è l’omaggio al grande fumettaro Andrea Pazienza, un brano lento ed elettrico di grande coinvolgimento. Siamo arrivati però al punto focale del bis, al suo climax, dopo una breve presentazione, le chitarre dei fratelli Severini attaccano l’inconfondibile riff di "I Fought The Law" e subito sotto il palco si comincia a pogare. Il ritornello viene cantato a squarciagola da tutti i presenti, la band ci dà dentro da matti, Marino è un vero leader, Sandro il suo degno alter ego, gli altri validissimi comprimari.

Nella bolgia degli applausi e delle grida di approvazione Marino attacca l’ennesimo classico della sua gang: "La Lotta Continua". I riff clashiani delle chitarre scorticano l’aria, basso e batteria pulsano dentro e fuori di noi con granitica potenza, la voce di Marino è più sporca e arrochita rispetto all’inizio della serata ma non è affatto detto che sia un male.

Il finale è un tripudio, tutti gridano ed applaudono, siamo sudati, soddisfatti, è già molto tardi, ci avviamo verso il backstage per salutare marino quando veniamo informati che i Gang faranno un ulteriore jam insieme ai Mollys, il gruppo americano col quale hanno condiviso il cartellone della serata.

Si ripresentano sul palco e dopo un breve conciliabolo Nancy McCallion, singer dei mollys, attacca una appassionata cover di "Your Cheatin’ Heart" di Hank Williams. Si nota benissimo che Marino non conosce gli accordi e si sforza di strimpellare facendo più che altro scena e gigionegiando un po’ (gli mancava soltanto il cappellone da cowboy). Il secondo pezzo viene cantato dal chitarrista Sorenson e si tratta di "Iko Iko" famoso brano di Dr. John con bell’assolo di fisarmonica e qui si fa vedere Sandro con sapiente assolo improvvisato. Il finale è con "Gloria" di Van Morrison con coro davvero "corale" (bands, staff & pubblico), gran divertimento sopra e sotto il palcoscenico e stavolta è proprio finita. Sono quasi le due. Ma ne è valsa la pena.

 

Andrea Masiero

 

Due parole con Marino Severini

Prima che la serata iniziasse abbiamo avuto la gradita opportunità di scambiare due parole con Marino Severini, voce, autore dei testi e leader dei Gang, da sempre una delle figure di spicco del panorama musicale militante del nostro paese. La sua parlantina veloce, dalla spiccata inflessione marchigiana, ha messo a dura prova la nostra capacità di raccogliere tutto quanto ci ha esposto nel breve tempo in cui siamo rimasti insieme. Più di un’intervista si è trattato di una chiacchierata informale, nella quale però abbiamo potuto avere l’opportunità di conoscere una persona intelligente, modesta, simpatica e che davvero non si vergogna ad essere un comunista.

Parlami un po’ del progetto Rock contro Berlusconi di cui ho letto sul vostro sito (interessantissimo, visitatelo: www.the-gang.it, n.d.a)

Vorrebbe essere un’uscita mensile oppure bimestrale, questo va ancora deciso, di un cd prodotto da alcune etichette indipendenti sul quale trovano posto una serie di gruppi di base che con la loro partecipazione a questo progetto, appunto, decidono di prendere una posizione visibile e concreta contro questo governo ed il Presidente del Consiglio in particolare.

Puoi farmi qualche nome dei gruppi coinvolti.

I gruppi sono per lo più sconosciuti in quanto tutti all’esordio o quasi. I nomi più "noti" sono La Rosa Tatuata, Tupamaros, Groovers.

Cambiando argomento, come musicista e quindi come parte in causa del meccanismo che influenza hai sul prezzo dei cd e qual è il tuo pensiero su questa situazione.

Noi come musicisti non abbiamo nessuna influenza sul prezzo dei compact disc. Io sono dell’idea che ci vorrebbe una legge col prezzo imposto che inquadri il supporto fonografico come mezzo culturale e di conseguenza comporti un abbassamento dell’Iva al 4%, una legge inoltre che riguardi il mercato della musica in Italia con un minimo di tutela, cosa che oggi manca del tutto.

 

Andrea Masiero

(Un ringraziamento sincero e particolare agli amici Marco Bartali e Carlo Popoli che hanno partecipato a questa interessante chiacchierata)

 

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