Tony Pagliuca La Spezia 7 luglio 2007

4° Prog Rock Festival

 

Tony Pagliuca ci riprova. Da quando è entrato nel mondo della musica, ormai quaranta anni fa, non si è mai fermato. Dapprima come protagonista assoluto all'interno del gruppo rock Le Orme, poi come solista, è sempre stato alla ricerca di nuove sonorità e nuove idee da proporre al suo pubblico. Se  altri si sono fermati agli anni settanta, proponendo talvolta in modo eccellente, talvolta ripetitivo uno stile puramente progressivo, Tony è andato oltre. E' lui la vera anima avanguardistica della musica italiana. Con Le Orme dette vita al progressive nostrano incidendo album passati alla storia, non ripercorrendo mai le strade già battute. Con la fine della musica rock, nel 1979, fu l'artefice di un cambiamento radicale all'interno del suo gruppo. Via gli strumenti elettronici e spazio alla musica classica "da camera". Un esperimento eccezionale in controtendenza rispetto alle mode e ai costumi dell'epoca. Successivamente ha intrapreso strade difficili ma altrettanto ambiziose: i suoi dischi solisti spaziano da composizioni new age, elettroniche, fino ad arrivare  alla musica liturgica.

Adesso si propone in una nuova veste, quella di pianista. Senza dubbio è difficile abbandonare le tastiere, l'organo Hammond, il moog e affrontare il pubblico con un pianoforte a coda. Solo grandi compositori contemporanei come Allevi o Einaudi riescono a mantenere l'attenzione dell'ascoltatore e anche Tony, forte di molti anni passati sul palco, riesce a suggestionare e a trasmettere forti emozioni.

A La Spezia, nell'ambito del 4° Prog Rock Festival, si è esibito solamente una mezzora, ma tanto è bastato per elettrizzare l'ambiente e tutti gli attenti ascoltatori intervenuti al concerto. Molto timidamente e con il solito modo garbato di proporsi, ha presentato il suo nuovo percorso artistico, aprendo l'esibizione con uno storico brano di musica elettronica riveduto e corretto in chiave classica: Autobahn dei Kraftwerk.

Segue Silvestri, una delle sue più recenti composizioni ricca di patos e magistralmente eseguita. Il periodo Orme è stato ricordato con i due brani successivi, Arianna, incredibilmente improvvisata tanto da  renderla quasi più riconoscibile, e Venerdì, entrambe tratte dall'omonimo quanto controverso album del 1982.

Il brano finale  è l'omaggio ad un amico di Tony, Nic Potter (ex Van Der Graaf Generator), e ad una sua composizione intitolata Spanish.

Dopo il concerto mi sono fermato a lungo a parlare con Tony e con altri   vecchi fans. I Corvi e gli Osage Tribe si sono alternati sul palco proponendo i loro successi, ma nelle orecchie avevo ancora le note dell'amico pianista. Un "amico di ieri" ritrovato e orientato verso il futuro, convinto di aver ancora qualcosa da dire a tutti coloro che amano la buona musica.

Tozzi Tino

 

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