STEVE EARLE

16 MAGGIO – STEVE EARLE – FILLMORE (CORTEMAGGIORE)

 

Venerdì 16 maggio, ore 14.30, Via dei Pelaghi, ritrovo davanti a casa di Andrea, per la partenza.

Direzione : Fiorenzuola d’Arda e Cortemaggiore, causa: concerto di Steve Earle al Fillmore.

Dopo aver detto il fatidico “Ir budello di su mà chi scurreggia in macchina” si parte.

La giornata non è bella, pioviggina.

Livorno, Aulla, la Cisa…mentre passiamo da quelle località ci appare chiara la fortuna che abbiamo avuto a nascere a Livorno, sul mare.

Nebbia, pioggia e freddo ci accompagnano.

Arriviamo nel pomeriggio a Fiorenzuola d’Arda; il navigatore (l’oggetto che più mi sconvolge…per me è Dio che lo guida da lassù…che gli indica la strada…e il navigatore mi parla…incredibile!!!) ci conduce proprio davanti all’Hotel Splendid, un quattro stelle (ci si tratta bene…) prenotato on line.

Prendiamo possesso delle camere, posiamo i bagagli e ci mettiamo in cammino verso Cortemaggiore distante appena 6 km.

Troviamo subito il locale (dè, con il navigatore…) Fillmore, un nome, una garanzia.

Ricordandoci di quando si era ragazzini (ieri…soprattutto per Carlino) della pubblicità della benzina Supercortemaggiore, gironzoliamo un po’ per il centro della cittadina rimanendo colpiti dalla pulizia delle strade: non c’era un “foglino” a pagarlo oro!

In pizzeria per una superpizza rinforzata con birra e via, al locale per il concerto.

Avevo preso contatti con il padrone del Fillmore il quale, sapendo che arrivavamo da Livorno ci aveva riservato un bel tavolo in prima fila in omaggio.

Il locale è molto bello, ampio, con un bell’American bar, molto accogliente.

L’atmosfera è quella giusta anche se noi, abbronzati dal mare e sole labronici, si sembra africani in confronto a tutti questi visi pallidi che il mare e il sole li vedono una settimana l’anno…in ferie.

Alle 21,30 sale sul palco Allison Moore, splendida  (la quinta!) moglie trentenne di Steve Earle.

Ci regala una performance una po’ sciapita, non all’altezza della sua bellezza.

“I want a little sugar in my bowl”, “Ring of fire”, “Mocking bird”, “Go, leave” e “Where is my love” si susseguono senza scaldare gli animi.

Alle 22,00 sale sul palco Steve, solo chitarra, come i grandi.

E’ in forma, la voce è molto calda, appassionante…

Delizia il pubblico con canzoni “senza tempo”: “Feel allright”, “Trascendental blues”, “Good bye” (versione da brivido”, per poi passare alla presentazione del nuovo album.

City of immigrants”, “Satellite radio”, “Tennesse blues”, “Come home to me”, scorrono che è un piacere.

Un mix di vecchio e nuovo fatto con classe, con cuore, con anima.

In quel suo modo di cantare semplice, avvolgente, tagliente, c’è tutto il carattere di Steve, il suo modo di vedere e vivere la vita.

Red is the color” e “Jericho road” vedono di nuovo l’ingresso di Allison che accompagna il marito, e devo dire che questa volta il suo contributo è decisamente migliore.

Siamo alla fine, Steve saluta ed esce di scena.

Immancabile richiesta di bis che immediatamente viene accolta: “I ain’t ever satisfied” e “Copperhead road” chiudono un ottimo concerto, uno spettacolo di spessore.

E’ mezzanotte passata, usciamo nella nebbiolina mista a pioggerella della pianura emiliana e torniamo in albergo.

Un buon sonno, una ricchissima colazione ( chissà perché in albergo la mattina tutti hanno sempre una gran fame e si mangia di tutto) e di nuovo in marcia verso casa…verso il mare , il sole.

Alla prossima Fillmore.

 

 

 

                           Massimo Volpi

 

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