PROG EXHIBITHION 2a SERATA
6 Novembre / Teatro Tendastrisce
40 ANNI DI MUSICA
IMMAGINIFICA
Negli anni 70 in cui il
panorama musicale cominciava ad illuminarsi di una nuova luce chiamata solo
successivamente progressive, nel Teatro Brancaccio di Roma la rivista
specializzata più accreditata, Ciao 2001, organizzò in antitesi alla popolare
trasmissione televisiva di canzonette “Canzonissima” lo spettacolo
“Controcanzonissima” cui parteciparono tutti i gruppi più rappresentativi
del nuovo genere che si andava affermando.
Quarant’anni dopo la DeD concerti ha pensato bene di
celebrare la ricorrenza con
La manifestazione , prevista in due distinte serate, aveva
in cartellone il meglio dei gruppi progressivi italiani rimasti in attività
affiancati da grossi calibri stranieri di caratura internazionale.
Il primo appuntamento prevedeva la presenza sul palco della
PFM, sicuramente la band che con maggiore continuità ha continuato a farsi
portabandiera del genere;
A seguire tre degli ex componenti de Le Orme riuniti sotto
i soli loro cognomi per far rivivere le magiche note dei loro maggiori successi,
unitamente al mitico David Cross virtuoso violinista dei celeberrimi King
Crimson.
A chiudere la prima giornata il ritorno dei Trip guidati
dal sempreverde Joe Vescovi alle tastiere.
Il secondo turno invece vedeva la presenza della Nuova
Raccomandata con Ricevuta di Ritorno con i pezzi del loro ultimo cd, lavoro di
assoluto rilievo; al loro fianco un gradito ritorno: quell’Enrico Simonetti
indimenticato tastierista dei Goblin e a seguire un altro monumento del
progressive: Thijs Van Leer fertile mente degli olandesi Focus: altro flautista
all’ennesima potenza.
Quindi gli Osanna con le loro atmosfere partenopee per
rivivere quella immagine mediterranea che ne fece un gruppo unico dallo stile
inconfondibile, affiancati alle tastiere dall’incredibile talento di Gianni
Leone, oltre all’inossidabile David Jackson
Clou della serata il Banco del Mutuo soccorso con le sue
melodie ormai storiche, coadiuvati da John Wetton altro ex King Crimson, biglietto da visita che parla da solo.
Per chi come me non avrebbe potuto seguire entrambe le
performance la scelta è stata dura e solo la presenza di Thijs Van Leer, mio
idolo al flauto, ha fatto pendere l’ago della bilancia sulla seconda serata.
La fatica del lungo viaggio è stata però pienamente
appagata dal concerto che ha mantenuto per intero le promesse.
Ha iniziato lo show la Nuova Raccomandata con Ricevuta di
Ritorno con il grintoso e godibile brano “Il cambiamento”, ottimo per aprire
la scena ; Simonetti si è quindi aggregato e si è esibito in un medley di
pezzi dei Goblin poi il top con l’entrata sul palco di Thijs Van Leer con il
suo flauto.
Dopo un inizio classicheggiante si è lanciato nella
celeberrima “House of the King” che ha fatto balzare in piedi il pubblico
entusiasta.
L’apparizione degli Osanna con Lino Vairetti in versione
mascherata ha portato una ventata di folclore partenopeo e, sulle note dei loro
più bei lavori da “L’Uomo” a “Palepoli”, hanno dato loro man forte
Gianni Leone, incredibilmente veloce alle tastiere e un David Jackson sapiente
interprete al sax delle loro atmosfere napoletane.
Dulcis in fundo il Banco del Mutuo Soccorso sempre
affascinante con le loro canzoni eterne, senza tempo, sempre più belle ad ogni
ascolto: “Non mi rompete” ne è un classico esempio ed eseguito da Francesco
Di Giacomo in un duetto anglo-italiano con John Wetton, credetemi è stata da
brividi.
Bis infinito, il pubblico non mollava ed il Banco ha
accontento volentieri la platea
