LIGABUE   IN   CONCERTO 

31/5/2006 Stadio Comunale di Firenze

 

La scusa ufficiale era quella di portare la figlia la concerto del proprio beniamino, ma confesso che mi stuzzicava non poco l'idea di vedere Ligabue dal vivo alla stadio comunale di Firenze, perciò ho fatto molto volentieri finta di "sacrificarmi" ad accompagnarla.

Essendo la prevendita iniziata molto tempo prima della data ho avuto il tempo di ripassare i cd con i vecchi successi per poi cominciare ad assimilare il nuovo "nome e cognome" portato nel tour per godermi al meglio il concerto.

L'apertura dei cancelli era prevista sul manifesto di pubblicità per le ore 17.00, ma quando ci siamo avvicinati alla stadio alle 15,30, questo era già aperto e un buon  numero di persone erano già appiccicate sotto il palco nel prato dello stadio. Il cielo era un rincorrersi continuo di nuvole grigio cupo e questo non prometteva niente di buono, inoltre per essere il 31 di maggio faceva un freddo cane tanto che, per evitare il congelamento della mia ormai non più fluente chioma,  ho pensato bene di comprarmi un cappellino per ripararmi la testa, oltre ad indossare il k-way saggiamente portato nello zainetto.

Un forte vento ci voleva un gran bene e spirava in maniera tale che le nuvole, sempre più minacciose, una volta arrivate sopra la "curva ferrovia" virassero improvvisamente verso nord risparmiandoci da sicura acquata.

Puntuale come promesso su un depliant distribuito all'ingresso alle 21,00 in punto, partendo dalla proiezione sui maxischermi di un video satellitare , che dalla visione spaziale della terra scendeva giù pian piano prima sull'Europa  poi a via su Italia, Toscana, Firenze per concludere con l'inquadratura dello stadio dove eravamo,  il concerto aveva inizio con il pezzo iniziale di "Nome e cognome"  non a caso chiamato "Intro", con tanto di canto dei grilli come da cd. 

La parte iniziale è stata rivolta in gran parte all'esecuzione dei brani del nuovo cd, caldamente apprezzati dal numerosissimo pubblico presente che si lasciato subito trascinare da un Ligabue sicuramente in forma e ben supportato oltre che dagli abituali strumentisti anche dal gruppo Clandestino sparring per tutto il tour. Pubblico che si è lasciato talmente andare da scaraventare due gavettoni ai malcapitati bassista e chitarrista che si erano avventurati sulle penisole che dal palco si insinuavano nella folla fino quasi a centrocampo, certo una bella secchiata con quel tempo......, ma ciò non infastidiva il gruppo, anzi traeva maggiore vigore da quel particolare contatto  riversato poi nella loro esibizione.

In una recentissima intervista televisiva trasmessa su All Music alcuni ragazzi si erano lamentati che negli ultimi concerti Ligabue avesse proposto pochi vecchi successi , probabilmente doveva aver fatto tesoro di quelle richieste perchè una volta ultimati i pezzi di "nome e cognome" ha iniziato a interpretare tutti i più bei brani del suo vasto repertorio, da lambrusco e pop corn, regalami il tuo sogno, certe notti, insomma tutte le più belle le ha fatte senza tralasciarne neanche una.

Un Ligabue carico come non mai, che non si è risparmiato neanche quando dopo circa un'ora dall'inizio la pioggia l'ha avuta finalmente vinta e ha preso a cadere ininterrottamente:

lui invece di continuare lo show standosene al riparo sotto la tettoia del palco è rimasto all'acqua fino al termine, prendendosela tutta ed inzuppandosi completamente pur di restare in mezzo al suo pubblico quasi a voler ribadire "E' più forte di me"  cantata prima.

A fare il bagno sotto il diluvio, magari tirando qualche accidente per il rischio di rovinare i suoi delicati strumenti,  anche Mauro Pagani ospite gradito nella seconda parte del concerto; i suoi delicati ma incisivi assoli di violino sanno sempre esaltare come ai vecchi tempi della Premiata Forneria Marconi che lasciò per seguire un suo percorso musicale legato a suoni più mediterranei.

La scaletta si è articolata su pezzi soft alternati da altri che hanno scatenato sia in campo che sulle tribune il pubblico in salti, canti e balli; i vari musicisti hanno dato poi spettacolo esibendosi, ciascuno per il proprio strumento, in assoli trascinanti e pieni di personalità, su tutti il chitarrista che ha veramente impressionato per bravura e simpatia, anche lui è rimasto quasi tutto il tempo tra gli inzuppati fradici in mezzo al pubblico fino in fondo all'ultimo bis, che pur essendo durato molto avremmo voluto non finisse mai. 

Ligabue è sicuramente uno dei pochi artisti del panorama rock italiano (insieme a Vasco Rossi e Zucchero) che riesca a riempire gli stadi coinvolgendo diverse generazioni di fans: c'erano ragazzini teen ager e under 50, tutti con il medesimo entusiasmo, una voce molto particolare  che scandisce testi mai banali e sempre carichi di fascino.

E' stato un "sacrificio" che ho fato molto volentieri. Ce ne fossero.

 

Alberto Voglini

 

 

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