MARILLION IN CONCERTO AL FLOG DI FIRENZE 23.4.2007

 

Visto e preso l’ultimo loro cd “Somewhere else” non potevo certo mancare al concerto al Flog

di Firenze dei mitici Marillion; era dal 15 settembre 2001 (Lucca)  che non assistevo ad un loro concerto ed ho preso al volo l’occasione di rompere il lungo digiuno.

Già più di un’ora e mezza prima dell’orario di inizio un nutrito gruppo di fans, tra cui anche alcuni d’oltremanica, era già in fila all’ingresso del Flog segno evidente che l’appuntamento era di quelli veramente attesi.

All’apertura consueto assalto alle pole position sotto il palco, punti tradizionalmente strategici per godersi appieno lo spettacolo lasciandosi coinvolgere dalle elettrizzanti atmosfere di ogni concerto. 

La sorpresa è stata l’età media del pubblico intervenuto, assai più giovane di quanto pensassi.

I Marillion hanno saputo virare lo spettro della propria musica verso sonorità più moderne riuscendo a coinvolgere anche nuove schiere di fans oltre ai tradizionali inossidabili “incalliti” degli anni 70.  

Si comincia in leggero ritardo come da copione e subito uno dei brani dell’ultimo cd : “The other alf” scalda immediatamente la platea: la calda voce di Steve “H” Hogart manda immediatamente in delirio la sala al limite della capienza, tutti a saltare già in estasi dopo pochi minuti, uno spettacolo nello spettacolo.

Tanto calore e partecipazione hanno dato, se mai ce ne fosse stato bisogno, un colpo d’ala all’impegno del gruppo che ha proseguito con la stupenda “You’ re gone” da Marbles: il concerto a quel punto è decollato definitivamente e non avrebbe più perso un colpo fino al termine. Tanti,  veramente tanti conoscevano a memoria i testi di molte canzoni delle canzoni in scaletta e spesso uno stupìto Hogart ha indirizzato il suo microfono verso il pubblico per dare watt al coro del pubblico.

I pezzi del nuovo “Somewhere else” sono stati eseguiti in gran parte cogliendo a piene mani nei suoi brani più belli, intervallati da qualche vecchio hit tipo “Afraid of sunlight”,  ancora carico di grande atmosfera.

A dispetto degli anni trascorsi la bravura del gruppo è rimasta intatta, Steve Rothery, esprime sempre un suono raffinato e caldo e con i suoi  assoli sa ancora coinvolgere ed emozionare.

Il top   dell’entusiasmo è stata la roccheggiante “Between you and me” da Anoraknofobia, pezzo ideale per far salire al massimo il termometro del gradimento: una vera ovazione ne ha accompagnato le prime note dove anche i più restii si sono lasciati definitivamente andare.

Il mattatore della serata è stato come sempre un’incredibile Steve Hogart cantante per cui ormai ogni positivo aggettivo è stato ormai largamente sprecato: un vero cocktail di bravura e simpatia che sa tenere il palco come pochi.

Dopo un’oretta e un quarto i Marillion hanno provato a chiudere la serata, ma sono stati richiamati

a gran voce per il bis dove hanno pescato nel vecchio  repertorio brani come  “Splintering heart” ed una inedita versione  acustica di “Cover my eyes” eseguita al piano da Hogart che l’ha eseguita con struggente partecipazione,  a seguire una esagerata verione di “Neverland”.

Tutti a casa? Macchè . Il pubblico continuato a richiamare i propri beniamini fino a farli riapparire

Visibilmente stanchi, ma ancora carichi per chiudere in bellezza con la sempreverde “Easter” dove il gruppo ha gettato le ultime energie residue  regalando alla platea le ultime emozioni della serata.

Un concerto straordinario. E’ tardi, troppo tardi per poter fare una caccia agli autografi.

Penso tra me che ho già quelli del concerto di Lucca. A quel pensiero mi consolo e riprendo la via di casa: ci sono da fare 100 chilometri. E me ne vado gasato e soddisfatto.     

 

Alberto Voglini

 

La scaletta del concerto:

 

The other alf

You’re gone

See it like a baby

Fantastic place

Voice from the past

Afraid of sunlight

Somewhere else

The damage

The last century for man

Beatiful

Separated out

Between you and me

 

1o bis

Splintering heart

Cover my eyes

Neverland

 

2o bis

Easter

 

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