POOH

Insieme a pochi altri gruppi, che credo si contino sulle dita di una sola mano, i Pooh sono tra le formazioni più longeve del panorama musicale italiano. Le loro canzoni hanno fatto da colonna sonora a questi anni di rivoluzione sociale e tecnologica regalandoci emozioni che hanno lasciato il segno nei nostri ricordi più cari.
Nel  1964, a Bologna si muove una formazione denominata “Jaguars”; ne fanno parte Valerio Negrini (batteria), Mario Goretti (chitarra), Mauro Zini-Bertoli (chitarra e voce), Giancarlo Cantelli (chitarra basso), Bruno Barraco (organo elettrico).
Il complesso dei Jaguars, come tanti altri, si arrampica sulla scena bolognese suonando nei centri sociali della periferia e accettando timidamente qualche serata danzante. I guadagni sono piuttosto esigui ma il desiderio di suonare non concede alcuna tregua e così i nostri tengono duro.
Nel frattempo l’organico subisce un cambiamento. Giancarlo Cantelli si dimette e il suo posto viene preso da Gilberto Faggioli. Di li a poco anche Bruno Barraco desiste e viene rimpiazzato da un organista inglese, tale Robert Gillot, già con i Barabba.
Sul finire del 1965 i Jaguars incontrano un commerciante che tiene i rapporti fra le case discografiche e i grossisti di dischi; questi si improvvisa talent scout e propone loro un’audizione con una figura importante. Il personaggio in questione è il maestro Armando Sciascia, capo indiscusso della Vedette, l’etichetta discografica che ha in catalogo l’Equipe 84 e altri capelloni con velleità beat. Sciascia, che insieme con alcuni suoi collaboratori è di passaggio a Bologna, viene a sentire il complesso durante una esibizione in pubblico. L’immagine del gruppo non è tra le migliori ma il suono poderoso e compatto convince il maestro a riunire i Jaguars nei suoi studi di Milano.
Agli inizi del 1966 Valerio Negrini (di Milano, 20 anni; batteria), Mario Goretti (di Milano, 21 anni; chitarra), Mauro Eduardo Zini-Bertoli (di Bologna, 22 anni; chitarra e voce), Gilberto Faggioli (di Cles, Trento, 21 anni; basso), e Robert Gillot (di Sheffield, Inghilterra, 30 anni; organo elettrico) sono pronti per sottoscrivere il contratto con la Vedette. Rimane da sciogliere un ultimo dettaglio: un complesso romano porta lo stesso nome ed ha già realizzato un disco; occorre ribattezzare il gruppo. Sciascia affida il compito alla sua segretaria che esordisce dicendo: ‹‹Ma perché non li chiamiamo Pooh, come l’orsacchiotto di Alexander Milne ?!››. Detto, fatto!
I Pooh entrano in sala di registrazione allo studio Zanibelli di Milano e il 10 febbraio viene pubblicato il primo 45 giri “Vieni fuori” (versione italiana di Keep on running); sul lato B “L’uomo di ieiri”. Qualche tempo dopo (29 aprile 1966) vede la luce il secondo 45 giri: “Bikini Beat”; sul retro “Quello che non sai“ (versione italiana di Rag Doll).
Come per tutti i complessi che si rispettino comincia il giro di valzer delle sostituzioni. Robert Gillott socializza con Valerio (che è l’unico a parlare inglese) ma lega poco con il resto dei compagni. Così questi decidono di rimpiazzarlo ed il suo posto viene preso da Camillo Facchinetti in arte Roby (che eredita da Gillott l’organo Hammond e le cambiali che rimangono per finire di pagarlo).
A giugno i Pooh suonano al Piper di Milano e si presenta di nuovo l’esigenza di assestare la formazione. Questa volta tocca a Gilberto Faggioli che, “licenziato” bruscamente, viene sostituito da Riccardo Fogli.
Con questa formazione i Pooh sembrano trovare un po’ di respiro. Nell’arco di tempo che corre fra il 3 ottobre 66 e il 15 aprile ’67 vengono pubblicati altri due 45 giri: Brennero '66/Per Quelli Come Noi e Nel Buio (I Looked In The Mirror)/Cose Di Questo Mondo ai quali fa seguito il primo album “Per quelli come noi” che oltre che i singoli a 45 giri contiene alcune cover di buona fattura: "Ora cosa farai" (La la la lies) degli Who, "Nessuno potrà ridere di lei" (Till the end of the day) dei Kinks e alcuni brani originali, tra cui "La solita storia" e "La vostra libertà" . L’album vende diecimila copie.
Il primo ottobre 1967 i Pooh si esibiscono al grande raduno beat organizzato al Palazzo dello Sport di Torino dalla Lancia e da Ciao Amici; in cartellone, tra i tanti, Equipe 84, Nomadi e Dik Dik. Successivamente, con “Brennero 66” partecipano al “Festival delle rose” organizzato all’hotel Hilton di Roma. Il brano parla degli attentati in Alto-Adige e viene censurato dalla commissione; Valerio è costretto a riscrivere per l’occasione un testo di circostanza dal titolo “Le campane del silenzio”.
I rapporti all’interno del gruppo non sono idilliaci e Mauro Zini-Bertoli – che nel frattempo ha maturato delle incomprensioni con Valerio Negrini – presenta le dimissioni. Da questo momento i Pooh rimangono in quattro e appena dopo la pubblicazione del quinto singolo In Silenzio/Piccola Katy anche Mario Goretti, stanco di fare su e giù per l’Italia, lascia il complesso. Al suo posto subentra Donato Battaglia (in arte Dody).
Ancora due singoli: Buonanotte Penny/Il Tempio Dell'Amore (16 ottobre 1968) e Mary Ann/E Dopo Questa Notte (9 aprile 1969). Gli sforzi però si concentrano sul nuovo lavoro: un album concept dal titolo “Memorie” che vede la luce negli studi Fonorama di Cologno Monzese. Il disco arriva nei negozi il 20 maggio del 1969. Con “Mary Ann” i Pooh partecipano al cantagiro. Goodbye Madame Butterfly/Un Minuto Prima Dell'Alba (17 novembre 1969) è l’ultimo 45 giri degli anni sessanta.
In questa veste più melodica i Pooh, benché inseriti a discreto titolo nel filone beat italiano fino al suo naturale epilogo, non riescono a raggiungere i vertici del consenso. Ciò tornerà a loro vantaggio, dal momento che il non identificarsi completamente con un’epoca donerà loro una credibilità futura che sapranno sfruttare con successo.
Rimango però del parere che i veri Pooh sono stati dal 1965 al 1967, quando la loro musica aveva la capacità di esprimere veramente la rabbia dei tempi.

 
GRANO / HIDORVOX


Formazione originaria:
Mario Goretti – Chitarra ritmica
Mauro Zini-Bertoli – Chitarra solista e voce
Gilberto Faggioli – Basso
Robert Gilliot – Organo
Valerio Negrini – Batteria e voce


Nel mese di febbraio 2008 i Pooh, dopo oltre 40 anni di carriera, pubblicano “Beat Regeneration”, un album di cover di complessi degli anni sessanta.

1. “La casa del sole”, dei Bisonti
2. “Così ti amo”, dei Califfi
3. “Pugni chiusi”, dei Ribelli
4. “Per vivere insieme”, dei Quelli
5. “29 settembre”, dell’Equipe 84
6. “Nel cuore, nell’anima”, dell’Equipe 84
7. “Eppur mi son scordato di te”, dei Formula 3
8. “Mi spezza il cuor”, dei Sorrows
9. “Un ragazzo di strada”, dei Corvi
10. “Gioco di bimba”, delle Orme
11. “È la pioggia che va”, dei Rokes
12. “Che colpa abbiamo noi”, dei Rokes


LP – PER QUELLI COME NOI – VEDETTE 1967
LP – CONTRASTO – VEDETTE 1968 (stampato in poche copie e mai distribuito)
LP – MEMORIE – VEDETTE 1969
45 – gg – VIENI FUORI / L’UOMO DI IERI – VEDETTE 1966
45 – gg – BIKINI BEAT / QUELLO CHE NON SAI – VEDETTE 1966
45 – gg – BRENNERO 66 / PER QUELLI COME NOI – VEDETTE 1966
45 – gg – NEL BUIO / COSE DI QUESTO MONDO – VEDETTE 1967
45 – gg – IN SILENZIO /PICCOLA KATY – VEDETTE 1968
45 – gg – BUONANOTTE PENNY / IL TEMPIO DELL’AMORE - VEDETTE 1968
45 – gg – MARY ANN / E DOPO QUESTA NOTTE – VEDETTE 1969
45 – gg – GOODBYE MADAMA BUTTERFLY / UN MINUTO PRIMA DELL’ALBA– VEDETTE 1969

 

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www.poohforfans.com

 

  

Grano

Grazie a Paolo Di Bartolo per le informazioni.

 

 

 

Per eventuali suggerimenti scrivi a:   sezionemusica   @   aruba .  it

 

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