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ALHAMBRA – LUNA NOVA

Un album decisamente controcorrente questo Luna Nova dei bolognesi Alhambra, un collettivo musicale alla prima prova discografica i cui componenti vantano però esperienze di rilievo avendo fatto parte di gruppi di rock progressivo italiani (Amanita, Arjuna) e collaborato con gruppi storici del rock alternativo come gli Embryo e gli Amon Duul II.

Mentre da ogni latitudine vi è la tendenza a proporre un tipo di musica omologata e dominata dai suoni campionati e dall’elettronica o da chitarre elettriche dai suoni sempre più cupi, saturi e distorti gli Alhambra riescono ad assemblare un lavoro riflessivo e coinvolgente facendo ricorso ad una strumentazione prevalentemente acustica.

Luna Nova contiene episodi dalle atmosfere rarefatte e ricche di un fascino a tratti esotico che ne esalta le coordinate sonore.

Queste prendono forma da un riuscito gioco di arpeggi di chitarre e tappeti percussivi mai troppo ingombranti sui quali si erge discreto il suono del flauto.

Se ad un primo ascolto questo tipo di approccio alla materia sonora può lasciare perplessi e con la sensazione di un qualcosa di gia risentito, in realtà gli Alhambra riescono a riprendere il discorso, a suo tempo interrotto, di gruppi quali Third Ear Band e Incredible String Band e su queste basi sviluppare la loro personale visione di una musica senza tempo né restrizioni stilistiche.

Gli otto brani ci mostrano quindi un gruppo di musicisti sensibili e fantasiosi i quali riescono a regalarci un collage sonoro ricco di umori e colori frutto di una personalità artistica decisamente forte e caratterizzante.

Tra echi dei tedeschi Embryo (Cronotopo Di Bachtin) accenni più propriamente rock con tanto di assoli di chitarra elettrica (Primavera) deliziosi interventi di piano elettrico (Nazarè) reminescenze della Incredibile String Band (Eddy Takes A Ride) l’album mostra i propri episodi migliori nell’intrigante Pink Caravan e nel brano Ulisse Nella Nebbia che si sviluppa lentamente come avvolto in una magica atmosfera.

Ma è con Fengari che gli Alhambra sfornano il loro capolavoro; mistero e sonorità orientali si materializzano per mezzo di flussi sonori e intrecci armonici tra i vari strumenti che qui sembrano interagire per raccontare storie e sapori di terre lontane.

Unico neo le parti cantate, poco incisive dal punto di vista interpretativo e dello sviluppo armonico, le quali con molta probabilità risentono dell’assenza di un cantante vero e proprio il cui eventuale inserimento nell’organico potrebbe accrescere il potenziale artistico del gruppo, peraltro gia elevato.

P.S. Un plauso a parte merita l’etichetta underground FLY AGARIC! RECORDS che con impegno e coraggio cerca di dare voce ad artisti che, con altrettanto impegno e coraggio, portano avanti un discorso musicale alternativo e fuori dal coro.

ã 2003 Moreno Lenzi

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sito internet

 

www.alhambramusic.it

Nick La Rosa: voce, chiatarre, percussioni, basso

Andrea Monetti: flauti, organo, percussioni

Goffredo Fioravanti: piano elettrico organo Hammond

Andrea Zanotti: Basso

Gianluca Pappalardo: chirarra elettrica

Gianluca Grazioli:Batteria