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VAN DER GRAAF GENERATOR – PAWN HEARTS

Quel senso di impotenza che nasce dalla consapevolezza di essere solitarie pedine nel crudele gioco della vita con le sue inquietudini e contraddizioni è tradotto magistralmente in musica da quattro ispirati musicisti che nel 1971 registrano un grande album, Pawn Hearts.

La voce del leader, Peter Hammill, poeta, profeta, sicuramente artista geniale, incanta per la sua capacità di volare su in alto fino a carezzare una stella per poi solo un attimo dopo cadere nel più profondo degli abissi.

Il canto, lirico e sofferto, dilaniato da atroci drammi interiori, riesce a districarsi con felina agilità nella lussureggiante foresta di suoni creata da sax impazziti, da misteriose tastiere e da ritmi pagani che sovente sconfinano nel jazz.

Un apparente e metafisico caos sonoro che si traduce in una musica talmente ricca e completa da potersi definire totale.

I brani dell’album rappresentano uno straordinario sunto di quanto la civiltà occidentale abbia espresso in suoni e note negli ultimi cinquanta anni.

Il sax di David Jackson, nell’iniziale Lemmings, è protagonista assoluto di un riff micidiale che sembra scandire metronomicamente la condanna a morte del genere umano, le tastiere di Hugh Banton danno il loro contributo nell’accrescere la tensione del brano che sembra scaturire dall’inconscio.

La successiva Man-Erg si apre con toni maestosi ed epici mostrandosi subito commovente nella sua incommensurabile carica melodrammatica fino ad essere seviziata e stravolta dalle sonorità violente e selvagge dei congegni a fiato di David Jackson e dalla incredibile chitarra di Robert Fripp, qui presente nella veste di ospite eccellente.

Su tutto impazza agile, veloce e fantasioso un incredibile Guy Evans alle percussioni il cui stile resta unico ed ineguagliabile.

A Plague Of Lighthose Keepers è la quintessenza della musica moderna; con i suoi oltre venti minuti di disperazione, dolore, improvvisazioni e accorati slanci poetici si pone ai massimi livelli delle composizioni di tutti i tempi, classici compresi.

L’enorme carica emotiva che si sprigiona da questa musica senza tempo consente a quanto di negativo si annida nel fondo dell’anima di emergere in superficie fino a dissolversi, come in un bagno purificatore.

Una sorta di gioiosa sofferenza per mezzo della quale l’individuo si trova proiettato positivamente verso il futuro.

Moreno Lenzi

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