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Poco - Seven |
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Ho conosciuto questo gruppo molti anni fa : era il 1976 e frequentavo lUniversità agli Studi di Pisa. Giunto alla stazione con il treno da Livorno, per arrivare alla facoltà di Storia e Filosofia, dovevo percorrere per intero, a piedi, Corso Italia, dove, neanche a farlo apposta, cera un negozio di dischi fornitissimo, "Galleria del disco" (il negozio cè ancora anche se non è più fornitissimo). Divenne naturalmente una tappa obbligatoria : spesso e volentieri mi fermavo a curiosare tra gli scaffali dei dischi, quando notai un LP dei Poco. Incuriosito anche dal nome, lo acquistai e ne rimasi affascinato : il disco era bellissimo ed il gruppo composto da musicisti bravissimi. Naturalmente, uno alla volta, acquistai tutti gli altri LP del gruppo, lavori, almeno a Livorno (la storia è sempre la stessa) introvabili e sconosciuti, e ho fatto bene perché i Poco sono stati uno dei più formidabili gruppi country-rock dei tempi eroici. "Seven" è un lavoro del 1974 ed è stupendo, anche se a parer mio, i loro capolavori assoluti sono "A good feelin to know" e "Crazy eyes". Riascoltandolo oggi , la prima cosa che viene alla mente è che è sempre un gran bel disco e non sembra certamente che abbia 27 anni tanto è fresco e vitale. Risentendo il mio vecchio vinile che gracchia un po a causa dei ripetuti ascolti, non ho potuto fare a meno di esaltarmi di fronte ai giri armonici delle brillanti chitarre di Paul Cotton e Rusty Young o alle sciabolate di Timothy Schmit. Ancora Rusty Young con il suo banjo, i lampi del violino di Al Garth , il mandolino di quello straordinario musicista che è Jim Messina: questa è la vera musica. Anche le congas di Bobbye Hall, le tastiere di Burt Cummings e la batteria di George Grantham erano lì a ricordarmi cosa vuol dire ascoltare un grandissimo gruppo. Le canzoni sono una più bella dellaltra, da "Angel" a "Just call my name", da "Skatin alla fantastica Drivin wheel", per finire al bluegrass da infarto di "Rocky mountain breakdown", alla dolcezza di "Faith in the families" e alla malinconia struggente di "Youve got your reasons". Sono gruppi e dischi come questi che ti fanno sentire in pace con te stesso e con il mondo che ti sta attorno. Poco di nome, ma tantissimo di qualità. Grandi. (M.V.)
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